Fonti

Molti si chiedono perché l’antichissima disciplina dello Yoga si sia oggi ‘frammentata’ in tanti approcci diversi e cosa differenzi gli uni dagli altri. La risposta a questa domanda può venire solo dalla Bhagavadgītā e dagli Yogasutra di Patanjali, le fonti che narrano la nascita di questa pratica millenaria.

Bhagavadgītā

Contenuta nel libro VI del Mahābhārata, uno dei testi sacri più importanti della religione Indù, la Bhagavadgītā (Il canto del Beato) narra il dialogo tra l’eroe luminoso Arjuna e Krsna. Defraudato del proprio regno e costretto per questo a combattere contro la propria famiglia e i propri amici nella battaglia di Kurukshetra, Arjuna si lascia assalire dai dubbi e dallo sconforto e, rifiutandosi di affrontare la battaglia, si rivolge a Krsna, incarnazione di Dio. Nell’arco dei 18 capitoli che compongono l’opera, Krsna enuncia in maniera compiuta la propria dottrina offrendo ad Arjuna il proprio sostegno durante la battaglia, a condizione che dedichi a Lui la vittoria, e donandogli i principi regolatori dello yoga per aiutarlo a ‘fissare in Lui la sua mente’. Lo yoga è quindi un dono divino, che l’uomo riceve da dio per compiere il proprio dovere nella vita.

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